Raffaele Ventura
Grandi figure della cristianit
genere
biografie immaginarie
10
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Prefazione
di Alessandro Zaccuri
l demone dellironia tallona spesso langelo dellerudizione. A meno che non sia vero il contrario, essendo luciferina la pretesa di dominare la realt mediante il sapere e celeste il colpo dala che permette di innalzarsi rispetto al mondo sensibile. il motivo per cui un gran libro medievale come la Legenda aurea di Iacopo da Varazze pu essere letto e, di fatto, stato letto nel corso dei secoli come meticoloso regesto di meraviglie cristiane, ma anche come picaresca esplorazione di territori posti molto al di l del verosimile. Il toponimo a cui Iacopo deve le sue generalit, del resto, si manifesta attraverso grafie avventurose e discordanti: Varagine, per esempio, oltre che il tenebroso Voragine, quasi che il pio autore traesse dallabisso le storie di volta in volta sciorinate davanti al lettore. Anche lo scampolo di Grandi figure della cristianit che Raffaele Ventura mette in circolazione grazie a Subway (sintesi e frammento di un pi vasto progetto narrativo) in effetti un testo strappato alla voragine della contemporaneit, erudito quanto basta per permettersi di mescolare documento e invenzione, e proprio per questo angelicamente o diabolicamente ironico, a seconda di come si decida di interpretarlo. Di sicuro cՏ soltanto che, almeno in questo caso, laggettivo borgesiano non sembra impiegato a sproposito. Su ognuno dei medaglioni tratteggiati da Ventura incombe infatti la consapevolezza espressa dal veggente argentino in uno dei suoi racconti pi noti, I teologi. Nel quale Aureliano di Aquileia e Giovanni di Pannonia per tutta la vita si deprecano a vicenda, si combattono e scomunicano fino a quando, giunti in Paradiso, scoprono di essere stati, da sempre, ununica persona agli occhi di Dio.
JOHN HENRY BUBBLESMITH,
CHE VOLLE ESSERE LUNICO CRISTIANO
John Henry Bubblesmith nacque a Boston nel 1864, in una famiglia di ferventi calvinisti. La leggenda racconta che in seguito a una crisi mistica ebbe lintuizione della sua riforma religiosa. Bubblesmith progett di rimanere lunico cristiano, e con ci stabilire un legame personale con la Provvidenza Divina.
Lamore di Bubblesmith per la propria fede e per la millenaria tradizione del cristianesimo lo indusse a promuovere leliminazione di tutti gli altri fedeli, con i quali non accettava di spartire i sacramenti. Da principio si prodig a convincerli alla conversione o allateismo, attraverso le sue persuasive predicazioni. Solo verso la fine della sua vita inizi a lavorare al metodico genocidio dei cristiani del Massachussets.
Bubblesmith balz agli onori della cronaca come il nano zoppicante (crippledwarf), finch nel 1922 non venne ucciso da un cacciatore dopo avere divorato una bambina nei boschi di Salem.
ALBRECHT WITTEMBERG,
CHE STAMP BIBBIE PER GLI ANALFABETI
Nel 1550, in una taverna di Norimberga, Albrecht Wittemberg vinse a carte la propriet di una stamperia. Il giovane, di grande intelletto ma totalmente analfabeta e senza il becco di un quattrino, pens bene di stampare Bibbie composte da caratteri disposti casualmente, da vendere ad analfabeti come lui, che non si sarebbero mai resi conto dellinganno. Grazie alle sue notevoli doti imprenditoriali, la cosiddetta Bibbia di Norimberga divenne il pi grande successo editoriale del secolo. Nei primi anni del XVII secolo una copia di questa Bibbia capit tra le mani di Jacob Bhme, che lungi dallaccorgersi della turlupinatura, tent di decriptare il codice riuscendo a quanto pare a estrapolarne formule alchemiche e aforismi neoplatonici, nonch varie profezie (rivelatesi in seguito esatte), ricette di piatti tipici e ritornelli di canzoni popolari; ma assolutamente nulla che avesse a che vedere con i Vangeli. Oltre due secoli dopo, Friederich Schleiermacher dimostr che era in effetti possibile ottenere lanagramma della parabola del figliol prodigo, ma senza le e. Alfred Jarry addusse ci a prova dellesistenza di Dio, sebbene fosse ateo.
BELA DI CALAFAT,
CHE CREDETTE IL MONDO ESSERE UNA SFERA
Bela di Calafat ebbe lintuizione che la Terra fosse di forma sferica osservando una formica camminare su una mela. Aveva dieci anni e ne aspett altri venti prima di partire con il suo gregge di pecore con la ferma intenzione di compiere il giro del mondo, inseguendo terre fertili per la pastorizia, e ritrovarsi infine al punto di partenza. Spieg di avere sognato il Signore: gli disse di andarsene dalla sua terra, dalla sua parentela e dalla casa di suo padre.
Part da Calafat, nel sud dellodierna Romania nel 412, e vi torn due anni dopo, compiuta la sua strabiliante impresa. In effetti nessuno a Calafat aveva idea di quanto estesa potesse essere la Terra, e men che meno Bela: compiendo una specie di cerchio sufficientemente largo, laudace pastore era tornato a casa convinto di avere proseguito in linea retta e percorso lintero globo.
Durante il suo viaggio ebbe modo di convincere della sua teoria svariati cristiani, e cominci cos a diffondersi lidea, invero piuttosto assurda, che la terra fosse sferica. Furono alcuni pastori di Lovech ad avere lidea di sostituire le mappe disegnate su pelli di animale con dei globi in terracotta, sui quali erano rappresentate aree di non pi di qualche centinaio di chilometri. La spropositata diffusione di questi globi ancora un mistero, giacch essi erano tutti differenti luno dallaltro (secondo la loro regione di provenienza) e portavano i viaggiatori a perdersi. Il che probabilmente accadde allo stesso Bela, che part per un secondo giro del mondo ma non torn mai; in compenso si possono riscontrare testimonianze di suoi seguaci in comunit cristiane fino a Vladivostok.
Nel 1220 Agobardo di Lisieux, accumulate svariate centinaia di questi manufatti in terracotta, propose che dovessero essere collegati tra loro per dare unesatta rappresentazione del mondo, che il monaco francese sosteneva essere composto da un insieme di sfere collegate da piccoli ponti. Del grandioso progetto non ci rimane nulla, giacch il modello, raggiunte proporzioni epiche, si sgretol, seppellendo Agobardo sotto un oceano di globi rotolanti.
THOMAS EDISON,
CHE CRE LA VITA ARTIFICIALE
Non una forza reattiva quelluniverso occulto e misterioso che fiorisce ai margini del positivismo ottocentesco, n la sua immagine rovesciata. Piuttosto, un medesimo immaginario elettromagnetico, definito dalle stravaganti interferenze tra le nuove tecniche di riproduzione sonora e le varie teosofie (la dimensione culturale mitica e spirituale dellelettricit e dellelettromagnetismo, queste forze cosmiche che trascinano potenti suggestioni, come per gli antichi ne possedevano aria, terra, acqua e fuoco). Le stesse forze invisibili, misteriose, dinsondabile potenza, governano lo spirito e i telegrafi: ciarlatani e scienziati si uniscono nel rivendicare il ruolo dellelettromagnetismo nei fenomeni paranormali. Nelle alte sfere della creazione il chimico rimasto alchimista; la natura che indaga ancora quella di Empedocle.
Thomas Alva Edison, inventore del fonografo e di svariati tentativi di comunicare con i morti (mentre altri registrano la musica delle sfere celesti o le voci angeliche), sorta dinquieto Baudelaire della Scienza, o di Paracelso fonografico, volle infine creare la vita; si era nel 1886. Cre una donna, che non si sarebbe potuta distinguere da una in carne ed ossa. Oltre la perfetta architettura meccanica del simulacro - la sua Eva Futura - insegu linafferrabile Spirito. Sebbene egli ne fosse convinto, ed esaltato, nessuno mai seppe se dietro i fenomeni imitativi della vita, si celasse la vita stessa. Giacch, viaggiando dalle Americhe verso la terra di Albione, a inghiottire lautoma giunse infine loceano. Il creatore si disper di non avere mai fatto battezzare la sua creatura; la immaginava vagare arruginita e innocente nel limbo oscuro. Pianse per la sua anima dannata, della quale fin per intercettare la frequenza.
PASCAL ARMOGATHE,
CHE LUCR SULLA TEOLOGIA
Pascal Armogathe fu tra i primi ad intuire che il Novecento avrebbe offerto alla Chiesa lopportunit di capitalizzare il suo millenario patrimonio culturale allinterno dei nuovi paradigmi della societ del benessere. Gi nel 1942 pubblic una Thologie pratique, che dest scalpore per la sezione che illustrava come usare il dogma trinitario per vincere al gioco delle tre carte. Nel 1958 Armogathe fond una societ di consulenza teologica, che forniva alle aziende stratagemmi per frodare il fisco ispirati allItinerarium mentis in Deum di San Bonaventura. Il suo maggiore successo editoriale risale al 1963, con Le rgime de Sainte Catherine: si tratta di un manuale per dimagrire seguendo la dieta di Caterina da Genova (1477-1510).
A causa di problemi digestivi, la santa per lunghi periodi si nutriva soltanto durante la quotidiana comunione, di ostia consacrata. Ella sosteneva che di nessun nutrimento materiale aveva bisogno, poich gi era nutrita nello spirito dal corpo di Cristo. Il libro di Armogathe anim unultima volta le dispute eucaristiche, ed il pontefice dovette accennare alla questione nellenciclica Mysterium Fidei (1965): Nostro Signore Ges Cristo contenuto veramente, realmente e sostanzialmente sotto lapparenza di quelle cose sensibili, ma non pu in alcun modo sostentare i fedeli perch nel sacrosanto sacramento delleucarestia non rimane la sostanza del pane e del vino. Dacch se nei Vangeli Cristo afferma la mia carne vero cibo e il mio sangue vera bevanda (Giovanni 6:55), pur vero che Santa Caterina divenne spaventosamente magra e infine mor. In seguito il Vaticano cess di avversare la dottrina dieTeologica, rilevando limprovvisa conversione di cinquecentomila obesi californiani. Armogathe non visse mai questa soddisfazione: nel 1969 venne assassinato da una banda di preti gnostici, annegato nellacqua santa e percosso con un treppiedi rituale.
LEV TOLSTJ,
CHE SI EVANGELIZZ
Dopo una profonda soffertissima crisi, negli anni 1880 Lev Nikolaevic Tolstj svolt con ascetico rigore, e si diresse spedito verso una fede fervida quanto sovversiva, che culmin nella scomunica nel 1901. Sono anni di opere teoriche dagli eloquenti titoli (Qual la mia fede, I Vangeli, La Chiesa e lo Stato, Il regno di Dio in noi) ma anche di romanzi cinici e stravolti come La sonata a Kreutzer - riflessione violentissima sulle dinamiche delle relazioni coniugali - che lautore si premura di postfarre precisandone lintento moralizzatore, invitando alla castit e al rispetto degli insegnamenti di Cristo. Il contenuto propriamente religioso appare pretestuoso, a fronte degli strali contro il denaro e le passioni, e le apologie della vita ascetica e del comunitarismo: il messaggio etico del cristianesimo a coinvolgere in primo luogo lo scrittore russo. La svolta spirituale, seppure nella forma di un cristianesimo militante, era in larga misura un progetto di rifondazione politica e sociale. Gli appelli di Tolstj per una rivoluzione religiosa dellindividuo e della societ tutta non cadono nel vuoto: tolstoiani furono i movimenti pacifisti e socialisti ampiamente perseguitati dallautorit zarista, tolstoiane furono le suggestioni passate nel comune patrimonio del pensiero non-violento, in particolare la teoria della non-resistenza al male opposta al metodo della violenza. Lo stesso Gandhi si defin umile seguace dello scrittore russo, attingendo ampiamente al suo pensiero: di questo legame testimonia un breve scambio epistolare.
AGOBARDO DI LISIEUX,
CHE MOR INFINITE VOLTE
Agobardo di Lisieux non esiste. Questo nome di pura fantasia venne usato dai monaci benedettini (dal XIII secolo in avanti) per firmare racconti pornografici e libelli satirici contro la Chiesa di Roma. considerato dalla critica pi recente come il primo esempio di condividuo della storia delloccidente - dopo Aristotele, ovviamente. Voci incerte sulla genesi di questo personaggio imputano a Pietro Abelardo ( 1142) la responsabilit di avere concepito il machiavellico inganno, per vincere il tedio nel monastero nel quale si recluse. Inoltre, intendeva con ci dimostrare per assurdo la sua teoria nominalista: senza la quale a stretto rigor di logica, si sarebbe costretti dal nome a dedurre lesistenza di Agobardo. Il primo scritto a firma Agobardo di Lisieux del quale si abbia traccia il breve resoconto (1191) delle avventure di un vescovo dai costumi assai poco cristiani.
Sulla vita di Agobardo si diffusero nei secoli innumerevoli aneddoti, in particolare sulla sua morte: seppellito da 633 sfere di terracotta nel 1220, involontariamente avvelenato dallalchimista e cuoco Trithemius di Sponheim nel 1474, soffocato per le troppe particole di ostia sconsacrata durante una messa nera a Clichy nel 1502, assassinato da sua santit Papa Benedetto XIV nel corso di unaccesa discussione sulla trinit nel 1745 (va ricordato che Agobardo era un fiero roscelliniano, oltre che erotomane).
Le sue ultime parole, allalba del ventesimo secolo, furono: Dopo diciannove secoli, il Vangelo ancora vive nellanima degli individui come nei movimenti delle masse. Addirittura sopravvive nello spirito degli atei, distruttori di ogni fede! Poich coloro che hanno rinnegato il cristianesimo e si rivoltano, questi stessi sono rimasti in fondo fedeli allimmagine di Cristo. Stupirono gran parte degli intervenuti alla cerimonia di santificazione, e per poco a Leone XIII non venne un colpo.
ISIDORO DI SIVIGLIA,
CHE RACCOLSE ETIMOLOGIE
San Isidoro di Siviglia, enciclopedico compilatore di sapere nonch etimologista visionario, visse a cavallo dei secoli VI e VII. Per forza di cose pi la figura che lopera (sepolta in polverose biblioteche, frammentata, latina) ad affascinare: Isidoro volle compendiare tutte le conoscenze di unepoca in una colossale impresa dal titolo gi programmatico, Etymologiae od origines, cos da inaugurarne una nuova luminosa e cristianissima.
Isidoro appartiene a quella vasta schiera di scrittori, i pi grandi, che avrebbero anche potuto non esistere realmente, ma dei quali lidea ci necessaria (la memoria distorta, il falso ricordo). Uno scrittore immaginario che ha lasciato delle opere superflue nel migliore dei casi, deludenti nel peggiore. Uno scrittore la cui opera pu (e forse deve) non essere letta, ma raccontata, travisata, eventualmente dtournata. Ma come non farsi vincere dalla tentazione di andare a sbirciare quelle pagine; cercarvi perlomeno una dissertazione filosofica sulla normativit della dimensione genetica delle cose e delle parole, una teoria della decadenza del linguaggio, qualche guizzo heideggeriano o che altro? Un recensore senza scrupoli (sordo alla poesia di una cos fragile grandezza) introducendo unopera minore, La natura delle cose, scrisse di mancanza daria e dorizzonte, e sembr condannare lassenza di profondit dei suoi scritti (a fronte della loro lodevole estensione), semplici elenchi privi di anima di nozioni poste su un fondo piatto, privo di prospettive. Linfame aveva capito tutto, e, ovviamente, non aveva capito nulla: lopera era programmatica quanto il titolo, postmoderna come Joyce e umile come un capolavoro privo di firma.
HENRY T. LUPER,
CHE TRASMISE IL VERBO DI CRISTO AGLI INFEDELI
Henry Tullius Luper nasce nel 1511 in uno sperduto paesino del Galles, quindicesimo figlio di un artigiano che fece fortuna vendendo ai nobili del continente volatili intagliati nel legno, di assai pregiata fattura secondo ci che ne racconta Francesco Bacone, che consider lenigmatico pensatore come suo mentore pur senza mai averlo conosciuto. Luper ricordato come il geniale inventore della tassonomia, ossia scienza della classificazione, della quale formalizza le regole e fissa i principi.
Viaggiatore instancabile, pittore, scrittore, collezionista e ornitologo, il giovane Luper, ateo convinto (Tulse Luper wondered that if God had made the world, who had made God?, and who had made God?, and who had made God?, and who had made God?), si trova a contatto con culture lontanissime, alle quali cercava pazientemente dillustrare i fondamenti del credo cattolico per spiegare le ragioni della sua fuga, ma compiendo uninvolontaria opera di evangelizzazione. Prigioniero come eretico per dieci anni in un villaggio della Mesopotamia, da lui cristianizzato, riesce a fuggire poco prima della sua messa a morte.
In questi bui anni di prigionia, Luper compose: 1) un linguaggio artificiale nel quale fosse stato grammaticalmente impossibile mentire; 2) una raccolta di racconti e parabole; 3) un manuale di zoologia fantastica, ispirato ai suoi viaggi nellestremo Oriente; 4) il panteismo; 5) una serie di novantadue mappe, per un totale di millequattrocentodiociotto chilometri, che Luper sosteneva cartografassero esaustivamente le terre da lui percorse negli anni precedenti, bench in effetti non se ne sia trovato alcun riscontro; 6) una collezione di lingue immaginarie, alcune delle quali poi cerc di insegnare a popolazioni indigene (vi riusc in almeno due casi, e in uno la lingua - il capistano - ancora oggi parlata da una ristretta comunit rumena); 7) una finta biografia di s stesso, da diffondere nel caso non fosse sopravissuto (in seguito da lui stesso bruciata) nella quale sosteneva di essere lincarnazione di Beda il Venerabile; 8) il concetto di valigia comՏ inteso nellevo moderno; 9) una saggio di filosofia naturale che per molti aspetti precorre la moderna termodinamica.
Tornato in patria, Luper si dedic esclusivamente a distruggere il maggior numero possibile di prove della sua esistenza. Nei suoi ultimi anni di vita si appassion allo studio degli insetti, che chiamava etimologia. Mor annegato, in circostanze ignote.
SAN GIROLAMO,
CHE TOLSE LA SPINA A UN LEONE
E poi dicono leutanasia.
Subway, I Juke-box letterari - Curatori: Davide Franzini e Oliviero Ponte di Pino
Una Iniziativa dellAssociazione Laboratorio E-20.
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