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A.A.V.V.
Nelle vene del mondo

A cura di Davide Rondoni, Milo De Angelis, Daniele Piccini

Poesie di:
Alfonso Maria Petrosino,
Nunzia Sorrentino, Stefano Bogo,
Elena Giuliana, Laura Bossi,
Raimondo Iemma, Claudio Finelli, Lorenzo Mari

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Introduzione
di Davide Rondoni, Milo De Angelis, Daniele Piccini

10 Poesie, 1 per fermata

Vedere l'altro volto delle cose, o meglio non solo il volto apparente, sempre stato il segreto della poesia. E' sempre stato, se cos si pu dire, il suo miracolo. E il suo compito. Quando la realt, in uno dei suoi frammenti (un volto, una figura, un colpo di vento o una luce strana) colpisce l'attenzione umana, se essa ancora vigile, accade che le parole entrano in tensione, non siano pi come prima, come quando normalmente comunichiamo. E' il reale che tende a dirsi, attraverso l' emozione e le parole di qualcuno. Sar accaduto a tutti di non trovare le parole, o di trovare parole strane, o con pause diverse, con movimenti nuovi, per provare a dire una cosa importante, bella o terribile, capitata. La poesia nasce allo stesso modo. La realt ispira, mette un nuovo respiro nelle parole, un altro ritmo.
Il grande Dante diceva che la poesia fatta con parole per legame musaico armonizzate. Parole con una musica intrecciata dentro.
Le poesie non si capiscono come si comprendono altre cose: non come un articolo di giornale, non come uno spot, non come una canzoncina, non come un racconto. Si comprendono mettendo tutta la propria vita a confronto con le parole che vengono pronunciate. La poesia vita che si capisce con la vita. E ci fa vedere che la vita un mistero che sta accadendo, ben pi grande e forte di quel che nella nostra normale distrazione pensiamo.
Anche in questi testi (che abbiamo selezionato tenendo presente i segni della qualit di un lavoro pi evidente, per quanto iniziale) la vita di tanti ci aiuta a vedere meglio la vita nostra. Cos il volto non apparente della citt offerto in queste poesie ci serve ad essere pi attenti e coscienti di quel che vediamo. Sono alcuni dei tanti che ci hanno mandato poesie. Un segno che la realt continua a parlare, e che ci sono uomini che cercano di ascoltarla, di dire con lei le durezze, le letizie e le sorprese.

Metropolitana di Alfonso Maria Petrosino

Cos discesi con le scale mobili
insieme agli altri, gi nel sottosuolo,
uomini e ombre certe con i lobi
sintonizzati su pensieri omologhi
e intermittenti e i lombi fiacchi e spenti.
In loro compagnia discesi, solo,
un po precipitando e un po in ralenti
come fa il tempo. Accanto a me, sul muro,
vidi i segnali per i non vedenti
e qualche crittografico scongiuro,
motti politici e graffianti insulti
e altri graffiti di colore oscuro.
E come al vento accade che sussultino
i petali umidi di un nero ramo
e siano nel buio quasi occulti
agli occhi, cos noi ci muovevamo
in gran tumulto, teste affrante e piene
di sonno; intorno a noi il lucore gramo
di un balbettante neon e nuove tenebre.
Osservavo i binari e lentamente
il sangue deragliava nelle vene.
Poi rintron e il treno con decrescente
furia usc dal tunnel, frenando, e si
ferm. Si strinse e raddens la gente.
Con un argenteo sibilo si apr
la porta e nel vagone della metr
entrammo, silenziosamente; l
lessi il divieto di voltarsi indietro.

 

Per i nostalgici del sottosuolo di Alfonso Maria Petrosino

Le vene della terra
il sangue infetto
incandescente
leffetto serra
qui non si sente
fa caldo lo stesso
sul monte Tabor
cosՏ successo
labor limae
con lemail.

Dammi tre parole
la rivoluzione
ma non sarai pi saggio
chiudete le scuole
per unelezione
e il tuo messaggio
in fondo alla bottiglia
vodkafone
nessuno uguale
sic et non
lora legale
un sms, un S.O.S.
a Megan Gale.

Tic tac tic tac
tattico diktat
voglio spezzare una lancetta
in tuo favore
Attila in Attica
la trappola sintattica
la consecutio tempo
rum & coca
Cuba libre a Berlino
liberi di berli
il muro del pianto asciutto
toglietemi tutto
ma non il mio Breil.

Pentole doro
acciaio inox
fondata sul lavoro
usando linux
non ci sono paragoni
solo Arpagoni
coast to coast
sacco a pelo e qualche toast
quanto costa un interrail?

 

Non calpestare le aiuole di Alfonso Maria Petrosino

Cammino per il lungomare
e incontro un vecchio amico, Alberto,
o, almeno, era tale
prima di scendere dal quarto piano
un giorno senza usare
n lascensore n le scale.
Adesso Alberto diventato un albero
e vorrei stringergli la mano
ma il ramo troppo in alto.
Muove la chioma delle foglie in testa
o forse il vento che glielo fa fare
filtra cos un riverbero di sole
sar una forma non verbale di
parole, penso,
chiss cosa mi dice;
forse protesta
perch sto con un piede
sul collo della sua radice:
chi muore si rivede.

 

- 15 di Nunzia Sorrentino

La donna incinta sul tram
posava come un cucchiaio steso
sul sedile
per noi in piedi
la busta era bucata
e le strade verdi di broccoli
scongelati e gocciolanti
una domenica verde artificiale
si consumava oltre le pareti di ferro
mi incollavo linverno alle unghie
e dicevo: Mi piace.
Quando pensavo a te
dovevo farlo
quando poi mi compivo
cane bastardo pi bastardo delluomo
e ti volevo
mi vergognavo a dirlo.
Scivolavo via
a lessarmi le mie foglie caduche
e monche
sul sospiro rovente di un fornello
le unghie nellacqua bollente
e una fitta nel cuore:
sta per finire.

 

Nelle vene del mondo di Stefano Bogo

Bolle, ribolle, esplode
Magma rovente
cola liquefatto
Includendo sciogliendo
Nel suo fermento scarlatto
vivo avvolgendo ogni cosa
Solidificando granitiche colonne

Morso dal vento
Sangue nellinfinito

Zampillante di pressione
Emorragia vitale

 

 

Due su quattro di Elena Giuliana

Non essere mai stata lo specchio,
essere sotto la terra solo per sentirsi pi protetta,
studiare un modo per perdere gli occhi,
per non smettere mai di prendersi in giro.

Esserci dentro non semplice,
ti stringe alla gola di un nodo leggero
e di un sentimento profondo e muoio
se penso che, debuttando, piango.

Come addormentarsi di botto
e scoprire che, invece, non sei che sveglia
ed la donna in sciarpa verde che dorme,
dormir tutto il viaggio, ironica e sola.

Piccolo teatro della sorte:
stanotte ascolto le stesse note
che tu ascoltavi con la donna in sciarpa
e tu dormi adesso, io dormivo allora.

Sentire un libro che si chiude e sbatte
E riaprire gli occhi, in bianco e nero,
e sentire una canzone che ti ricorda
che non si pu stare sotto la terra per sempre.

 

Ars vivendi di Laura Bossi

Si annega in un cielo di gocce
quando si pioggia,
si piange da grandi prigioni
imbronciate, che sono le nubi.
Si balbetta un sospiro
e nelleco del cielo
una voce tonante.
Si ride un istante
e la riga di luce
un fuoco esiliato.
Si borbotta, rimbrottando il sole
che non dorme mai in pace.
Si tace, scrosciando silenzio.
Piangendo si tace, e scorrendo

 

 

Senza titolo di Raimondo Iemma

Confluendo nellatrio dei residui
come al centro dellorgano vitale
il passaggio cellulare, la dogana
dogni flusso il pomeriggio dentro.

E denso di messaggi, informazioni
nel codice delluomo:
parole parlanti colori accesi
punte di freccia cardinalit.

Cos eravamo presenti quando
stato corretto a pennarello
lorario di visita, lindicazione
(non si capiva quale fosse
la porta da imboccare). Abbiamo
visto la mano sul muro, sentito
lo sbuffo dellinfermiere.

Io voglio dire tutto declinando.
Essere pi grande, essere
nel mezzo. Stare durante.

Oppure lontano, in un luogo che dimentico.

 

La mano di Claudio Finelli

La mano
il suo dorso
sotto la lampada accesa che oscura la notte:
i sentieri
incrociandosi tagliano terre di carne
e celano arcani o solo memorie di donne (le madri)
tra piccole pieghe di pelle.
Nel gesto si perde un indizio e la meta diventa segreta
ci scivoli incontro e
bendato
scommetti di essere vivo
CՏ il sangue che scorre- ti dici -
la vena che batte e cՏ il freddo ed il caldo
unaltra promessa damore da stringere forte
i saluti sfuggenti e gli abbracci daddio (che dolore)
i tasti su cui voleranno le note o gli accenti
il mio sesso cercato e un altro agguantato e provato
cՏ una lotta, il mio destro e il mancino che scanso
la neve che fiocca e poi gela le dita
e la fretta di svolgere carte, accettare lomaggio o scoprire il profilo delluomo che amo
fasciare ferite, asciugare liquami, salvare i ricordi
resistere urlando acrobata stanco che regge equilibri
e senza vergogna esibisce in silenzio un mistero
il suo dorso
la mano

 

Camminare sulla scorta degli indizi di Lorenzo Mari

Se nessuna esperienza si dimentica
(per passione o per noia) del cielo,
pozzanghere e pozze di sangue,
invece, si scrutano per indegno amore
della ricerca. Nullaltro,
nella mano che sappiatta. Limacciosa lacqua,
mista a fango, limo di vita lacqua
che racconta storie. Sono racconti
per le orecchie. Sfilacciano
timpani, ma tantՏ cos, coni
e bastoncelli sopravvivono.

Memoria stracciano davvero
soltanto gli stivali
in prismi di luce che sembra che arricchiscano
il cielo di arcobaleni e invece lo deludono.
Vita calpestano con fare duro
soltanto quanti hanno
il poco coraggio di mettersi
scarpe di gomma in una terra
tanto fertile di humus

e andare per la campagna impuni.



Subway, I Juke-box letterari - Curatori: Davide Franzini e Oliviero Ponte di Pino
Una Iniziativa dell’Associazione Laboratorio E-20.
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