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    <title>Invia il tuo racconto</title>
    <link>http://subway-letteratura.org/forum/list.php?2</link>
    <description><![CDATA[In questo forum puoi inviare il tuo racconto. Se vuoi
recensire un racconto vai alla pagina RECENSISCI I RACCONTI]]></description>
    <language>it_IT</language>
    <pubDate>Fri, 04 Jul 2003 07:08:16 +0200</pubDate>
    <lastBuildDate>Fri, 04 Jul 2003 07:08:16 +0200</lastBuildDate>
    <category>Invia il tuo racconto</category>
    <generator>Phorum 5.1.16a</generator>
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      <title>RE: L'ombelico</title>
      <link>http://subway-letteratura.org/forum/read.php?2,7853,7934#msg-7934</link>
      <author>Giuseppe Vescosi</author>
      <description><![CDATA[il racconto è interessante e ben scritto ,la disputa letteraria è un pò ridicola.ciao]]></description>
      <category>Invia il tuo racconto</category>
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      <pubDate>Fri, 04 Jul 2003 07:08:16 +0200</pubDate>
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      <title>RE: L'ombelico</title>
      <link>http://subway-letteratura.org/forum/read.php?2,7853,7926#msg-7926</link>
      <author>michele</author>
      <description><![CDATA[Ah ci stava dietro questo concetto  profondo? Il piercing all'ombelico metafora di ciò che si sente con la pancia? Beh, lasciatelo dire ma non si capiva proprio.
Quanto al mio giudizio è il mio giudizio e basta. Tu lo trovi  superficiale. Liberissima. io trovo il tuo racconto insignificante e vacuo. De gustibus non disputandum est, come dicevano i nostri antenati.]]></description>
      <category>Invia il tuo racconto</category>
      <guid isPermaLink="true">http://subway-letteratura.org/forum/read.php?2,7853,7926#msg-7926</guid>
      <pubDate>Mon, 23 Jun 2003 10:47:47 +0200</pubDate>
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      <title>RE: L'ombelico</title>
      <link>http://subway-letteratura.org/forum/read.php?2,7853,7914#msg-7914</link>
      <author>fraki</author>
      <description><![CDATA[mi sa che non hai capito un cazzo di quello che significa...certo magari è scritto un po' di fretta e non è il massimo della chiarezza, ma dietro ci sta un concetto importante che si riassume nel fatto che quello che sentiamo &quot;con la pancia&quot; è quello che siamo veramente e perciò dobbiamo sempre ascoltarlo...soprattutto per quanto riguarda le relazioni affettive. non capisco perchè dovrei essere &quot;molto molto giovane&quot;...comunque ho 23 anni e un po' di saggezza penso di averla accumulata anch'io. spero che la prossima volta il tuo giudizio sia meno superficiale.]]></description>
      <category>Invia il tuo racconto</category>
      <guid isPermaLink="true">http://subway-letteratura.org/forum/read.php?2,7853,7914#msg-7914</guid>
      <pubDate>Tue, 17 Jun 2003 14:47:04 +0200</pubDate>
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      <title>RE: L'ombelico</title>
      <link>http://subway-letteratura.org/forum/read.php?2,7853,7890#msg-7890</link>
      <author>michele</author>
      <description><![CDATA[dio mio, ma è terribile questa roba dell'ombelico!  Spero sia uno scherzo. O se è vero, spero tu sia molto, molto giovane.]]></description>
      <category>Invia il tuo racconto</category>
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      <pubDate>Thu, 05 Jun 2003 16:40:18 +0200</pubDate>
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      <title>L'ombelico</title>
      <link>http://subway-letteratura.org/forum/read.php?2,7853,7853#msg-7853</link>
      <author>Fraki</author>
      <description><![CDATA[L’ombelico

Ho fatto il piercing all’ombelico perché mi sembrava una cosa giusta. Ora se ne sta lì, piccolo e luccicante a decorare il centro nevralgico della mia pancia. È un anellino dorato, non eccessivamente vistoso, e mi piace da matti. Sono due giorni che me lo guardo, miro e rimiro questo gioiellino che decora il mio già splendido ombelico.
A me faceva schifo il mio ombelico. Fino a poco tempo fa, lo guardavo e lo trovavo disgustoso, nella sua imperfetta interruzione della superficie liscia della mia pancia. Mi sembrava un affronto, un particolare stonato in mezzo alla naturale perfezione della pelle. Però è piccolo, il mio ombelico, non come quello di certe donne che ci potrebbe passare un tram. Quelli grandi sembrano caverne e sono inquietanti, malefici, sembra che portino al nulla tanto sono bui. Il mio invece è comprensibile, a misura d’occhio umano, si vede tutto dentro e non ci sono angoli nascosti. O meglio, sì uno piccolino c’è per forza, ma è normale, mica come quelle cavallone che hanno la voragine in mezzo alla pancia. E la mia pancia è carina, liscia, piatta, tutta da accarezzare come fa il mio moroso Marco quando ci facciamo le coccole. A lui piace che io metta le magliette corte così mi vede sempre lì e dice che è fiero di portarmi in giro con questo pancino tonico da mostrare a tutti.
 A me Marco piace sì e no. È bello, su questo non c’è dubbio, ma non mi convince del tutto. Però ci sto dentro quando al sabato sera andiamo al Bloom e giriamo mano nella mano un po’ ubriachi e limoniamo ogni quarto d’ora e mi sento proprio al centro dell’invidia di tutte quelle lì che sono da sole e magari ce l’avessero, uno coi rasta che le tiene per mano e le bacia ogni quarto d’ora. E invece non ce l’hanno, e io sì. Me lo ripeto sempre quando sono ansiosa o incazzata e vorrei mollarlo perché non capisce niente di quello che vorrei che capisse. Intanto io ce l’ho, e sabato sera mi viene a prendere con la cinquecento gialla e mi porta al Bloom. Prima mica ce l’avevo il passaggio per andare al Bloom, e dovevo sempre sperare che mia sorella ci andasse e rimediasse un posticino anche per me, così arrivavo là e facevo quattro chiacchere col barista che era un mio compagno delle elementari. Bevevo tre o quattro cuba e se mi andava bene incontravo qualcuno che conoscevo e ballavamo i Nirvana e Bob Marley e gli Offspring tutte prese bene, fino alla chiusura quando Gino il proprietario ci mandava via. Questo sì che era un sabato decente. Ma ora non c’è più il problema del passaggio, Marco ci vuole sempre andare e mi ci porta tutte le volte.
Sono proprio una ragazza fortunata. Vado persino bene a scuola, soprattutto in scienze, e la prof. mi dice sempre che sono una “mente” e che andrò lontano se mi vesto un po’ meglio e butto via i pantaloni larghi da skater. Ma almeno hanno la vita bassa e ora posso far vedere a tutti il mio anellino traforato.
L’altra domenica io e Marco siamo andati al lago. Mi è venuto a prendere alle due e siamo partiti per andare a sdraiarci su una spiaggetta piena di sassi a farci le coccole. Il lago era tutto blu, ma io mi guardavo l’ombelico e mi faceva ancora schifo. Poi ci baciavamo e non ci pensavo più per un po’, ma alla fine avevo sempre ‘sto pensiero che volevo eliminarlo, mi dava fastidio ed era proprio un problema, uffa. Poi ho pensato una cosa strana, e cioè che Marco era un po’ come il mio ombelico perché pensarlo mi dava sempre fastidio. Ho immaginato, così, senza badarci troppo, che se Marco non c’era all’ombelico spariva il fastidio. Poi mi sono spaventata, perché se Marco non ci fosse più stato allora addio Bloom il sabato sera, e tanti saluti. In un certo senso era proprio come se avesse parlato lui, il famigerato bottoncino sulla pancia. Diedi la colpa alla canna che ci eravamo appena fatti, ma in fondo ci pensavo ancora quando sono tornata a casa, e ci pensavo ancora il giorno dopo e per tutta la settimana non ho fatto altro che girare intorno al pensiero. Una sera avevo proprio mal di pancia e ho vomitato. Mi sono guardata lì…e il mio ombelico era come se sorridesse, dicendomi, non ti preoccupare, ci sono io, non rimani sola. Sì, però poi chi mi portava al Bloom? Facendo due conti, decisi che era più accattivante quel mezzo siìorriso che avevo visto che andare al Bloom. Tanto dopo un po’ stufava, la musica era sempre la stessa e avrei trovato un posto più vicino, magari, dove potevo andare in motorino. Sì, insomma, a conti fatti potevo fare la pace con quel poveretto che se ne stava lì dalla mia nascita e che avevo trattato così male.
Io questo discorso a Marco l’ho spiegato quando ci siamo lasciati, ma non sono sicura che l’abbia capito, forse pensa che sono matta ma intanto io sono tutta contenta perché ogni volta che mi guardo l’ombelico lui mi sorride.]]></description>
      <category>Invia il tuo racconto</category>
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      <pubDate>Sat, 24 May 2003 08:39:12 +0200</pubDate>
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