<?xml version="1.0" encoding="iso-8859-1" ?>
<rss version="2.0">
  <channel>
    <title>Invia il tuo racconto</title>
    <link>http://subway-letteratura.org/forum/list.php?2</link>
    <description><![CDATA[In questo forum puoi inviare il tuo racconto. Se vuoi
recensire un racconto vai alla pagina RECENSISCI I RACCONTI]]></description>
    <language>it_IT</language>
    <pubDate>Tue, 09 Jan 2007 17:08:46 +0100</pubDate>
    <lastBuildDate>Tue, 09 Jan 2007 17:08:46 +0100</lastBuildDate>
    <category>Invia il tuo racconto</category>
    <generator>Phorum 5.1.16a</generator>
    <ttl>600</ttl>
    <item>
      <title>CONCHIGLIA DI CARTA</title>
      <link>http://subway-letteratura.org/forum/read.php?2,17127,17146#msg-17146</link>
      <author>Dany</author>
      <description><![CDATA[Il vento impetuoso che scuote le finestre bussa sui vetri bui.
Il verso vuole entrare.
Ho nel mio orecchio il pensiero di te.
Nella mia mente immagini che si affollano,
ho creato un album personale.
Nelle mie orecchie la tua voce mi suona lontana e dolce
come il rumore del mare in una conchiglia.
Sento il sapore di te
e l’odore dei tuoi capelli mi stordisce per l’immensa malinconia.
Non posso toccarti,
ma tu ci sei…
non posso vederti,
ma tu lo puoi…
non posso sentirti,
ma a volte,
nel silenzio,
le tue parole nella mia mente
e la mia poesia per il tuo cuore.
Ascolta la voce,
il rumore del mio oceano di amore che mando a te.
Premi sul tuo orecchio questa conchiglia,
lascia che essa mi porti a te.]]></description>
      <category>Invia il tuo racconto</category>
      <guid isPermaLink="true">http://subway-letteratura.org/forum/read.php?2,17127,17146#msg-17146</guid>
      <pubDate>Tue, 09 Jan 2007 17:08:46 +0100</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Re: MISERERE DI NATALE</title>
      <link>http://subway-letteratura.org/forum/read.php?2,17127,17139#msg-17139</link>
      <author>simonetta</author>
      <description><![CDATA[Non è che, omettendo la dovuta punteggiatura e andando spesso a capo, da prosatore ci si trasformi in poeta.
Ci vuole altro, moolto altro.
Trovo comunque azzeccato il titolo, quel MISERERE mi fa scuotere la testa.
Buon Anno anche a te.]]></description>
      <category>Invia il tuo racconto</category>
      <guid isPermaLink="true">http://subway-letteratura.org/forum/read.php?2,17127,17139#msg-17139</guid>
      <pubDate>Sat, 30 Dec 2006 18:25:27 +0100</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>MISERERE DI NATALE</title>
      <link>http://subway-letteratura.org/forum/read.php?2,17127,17127#msg-17127</link>
      <author>Domenico De Ferraro</author>
      <description><![CDATA[MISERERE DI NATALE 

                                           
Ho visto  lo spirito natalizio danzare  tra la folla .
Ne sono rimasto incantato  ,ho visto correre a frotte 
dietro di lui  per vicoli e piazze  scie di  bimbi  felici.  
Le librerie piene di tante novità ,ritrovi notturni luoghi alla moda 
dove lei vestita  in abito da sera sorseggia una birra alla spina
chiacchierando divertita con un ubriaco poeta di provincia 
su cosa è  oggi l’estetica moderna.  
Caldi disegni d’amori  figure indistinte del  proprio destino  
nella piazza affollata s’aggira  scampanellando   vestito  
da babbo natale  con una lunga barba bianca un vecchio galeotto   
con  nascosta sotto la giacca rossa una falsa  calibro nove . 
Cresciuto nei vicoli ha imparato a sue spese  cosa significa 
vivere in strada. 
Un babbo natale sballato  che gira per i bar cantando 
quando nascette ninno .
La gente ride gli offre da bere .
Lui affoga la sua vita piene d’amarezze  nel fondo di un bicchiere di vino. 
Conoscete i vicoli lunghi e bui dietro le grandi piazze  
tra le selve di palazzi affumicati  dove giocano 
bande di monelli a pallone tra le auto in sosta. 
Tetro  teatro scenario  metropolitano   
scenografia  d’un racconto neorealista  del dopoguerra .
Voci e sogni che ti spingono ad andare avanti a lottare ad uscire 
da quella nera disperazione attaccata sulla pelle. 
Ma io come tanti altri cerco il pathos  nella pallida emozione cittadina 
Il soffio delle idee  sibilline, profetiche  memorie d’occulti  
linguaggi tribali  tra strade illuminate  a festa .
Passioni  colorate in compagnia di pastori animati .
Camminando nelle pozzanghere  aggrappato alle stelle con  le calde  caldarroste   in tasca sotto il braccio di un malinconico 
amore scendendo il corso principale insieme a  professori   
artisti , dirigenti comunali , coppie d’ innamorati  , sognatori 
 impiegati statali , signori e signore a passeggio   
in cerca d’un tempo  aureo  o d’un  poco  di felicità  . 
Passo dopo passo   pregando  dal mattino fino a sera.
Ridendo   sulle  tante  disgrazie , miserere   di natale    
sorrisi, gioco di dadi  e  di  spada  dentro alla taverna. 
Oste stasera mi sento in vena de cantare una bella novena .
La gente si fa intorno io intono we wish you a marry christmas
Tu scendi dalle stelle ,una strega  dark  sghignazza 
sdentata  vicino al fuoco .
Parabole  pendenti sui poveri  balconi , parole in libertà 
la teatrale  tradizione dialettale  rappresentata attraverso 
piccole psicologiche  miserie  quotidiane .
Mentre assistiamo a un  spettacolo in un sale d’un teatro di provincia 
incominciano a darsi un sacco de legnate dai palchi laterali  
gridano e fanno chiasso.   
Povero  istrione solo contro tutti  con quella nera maschera sul viso 
che cela i suoi  poveri sentimenti . 
Sfilano sul palco  comuni personaggi,  protagonisti 
e non di questa eterna  commedia  umana chiamata storia 
fatta di spettatori  e grassi  mafiosi capocomici  .
Poi da lontano si nota un tafferuglio qualcuno che dice correte :
Ti sei ubriacato pure stasera ,balla balla gli gridano. 
Sono in quattro o cinque lo rendono ridicolo sbeffeggiandolo
 in mal modo lui tenta di difendersi  ma è  inutile 
improvvisamente  il poveretto cade per terra con le braccia aperte  
in   un lago di sangue trafitto da una coltellata al  costato  . 
Fuggono  via rimanendolo   ferito in strada.  
Travestito da  babbo natale   con l’ultime forze rimaste 
chiede aiuto  nessuno  s’avvicina.  
La fitta nebbia copre ogni cosa una vita muore altre  nascono .
Giorni d’ avvento  con la morte nel cuore con la gioia  
d’un bambino nell’animo  correndo verso casa . 
Un angelo  in lacrime  sotto una luna pallida e bianca,
all’ombra d’un grande abete illuminato  commosso s’eleva  
un canto di natale  nell’aria gelida annunzia  la  santa novella.]]></description>
      <category>Invia il tuo racconto</category>
      <guid isPermaLink="true">http://subway-letteratura.org/forum/read.php?2,17127,17127#msg-17127</guid>
      <pubDate>Sun, 17 Dec 2006 10:08:18 +0100</pubDate>
    </item>
  </channel>
</rss>
