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MISERERE DI NATALE
Inviato da: Domenico De Ferraro (---.cust.tele2.it)
Data: domenica, 17 dicembre 2006 - 09:08

MISERERE DI NATALE


Ho visto lo spirito natalizio danzare tra la folla .
Ne sono rimasto incantato ,ho visto correre a frotte
dietro di lui per vicoli e piazze scie di bimbi felici.
Le librerie piene di tante novità ,ritrovi notturni luoghi alla moda
dove lei vestita in abito da sera sorseggia una birra alla spina
chiacchierando divertita con un ubriaco poeta di provincia
su cosa è oggi l’estetica moderna.
Caldi disegni d’amori figure indistinte del proprio destino
nella piazza affollata s’aggira scampanellando vestito
da babbo natale con una lunga barba bianca un vecchio galeotto
con nascosta sotto la giacca rossa una falsa calibro nove .
Cresciuto nei vicoli ha imparato a sue spese cosa significa
vivere in strada.
Un babbo natale sballato che gira per i bar cantando
quando nascette ninno .
La gente ride gli offre da bere .
Lui affoga la sua vita piene d’amarezze nel fondo di un bicchiere di vino.
Conoscete i vicoli lunghi e bui dietro le grandi piazze
tra le selve di palazzi affumicati dove giocano
bande di monelli a pallone tra le auto in sosta.
Tetro teatro scenario metropolitano
scenografia d’un racconto neorealista del dopoguerra .
Voci e sogni che ti spingono ad andare avanti a lottare ad uscire
da quella nera disperazione attaccata sulla pelle.
Ma io come tanti altri cerco il pathos nella pallida emozione cittadina
Il soffio delle idee sibilline, profetiche memorie d’occulti
linguaggi tribali tra strade illuminate a festa .
Passioni colorate in compagnia di pastori animati .
Camminando nelle pozzanghere aggrappato alle stelle con le calde caldarroste in tasca sotto il braccio di un malinconico
amore scendendo il corso principale insieme a professori
artisti , dirigenti comunali , coppie d’ innamorati , sognatori
impiegati statali , signori e signore a passeggio
in cerca d’un tempo aureo o d’un poco di felicità .
Passo dopo passo pregando dal mattino fino a sera.
Ridendo sulle tante disgrazie , miserere di natale
sorrisi, gioco di dadi e di spada dentro alla taverna.
Oste stasera mi sento in vena de cantare una bella novena .
La gente si fa intorno io intono we wish you a marry christmas
Tu scendi dalle stelle ,una strega dark sghignazza
sdentata vicino al fuoco .
Parabole pendenti sui poveri balconi , parole in libertà
la teatrale tradizione dialettale rappresentata attraverso
piccole psicologiche miserie quotidiane .
Mentre assistiamo a un spettacolo in un sale d’un teatro di provincia
incominciano a darsi un sacco de legnate dai palchi laterali
gridano e fanno chiasso.
Povero istrione solo contro tutti con quella nera maschera sul viso
che cela i suoi poveri sentimenti .
Sfilano sul palco comuni personaggi, protagonisti
e non di questa eterna commedia umana chiamata storia
fatta di spettatori e grassi mafiosi capocomici .
Poi da lontano si nota un tafferuglio qualcuno che dice correte :
Ti sei ubriacato pure stasera ,balla balla gli gridano.
Sono in quattro o cinque lo rendono ridicolo sbeffeggiandolo
in mal modo lui tenta di difendersi ma è inutile
improvvisamente il poveretto cade per terra con le braccia aperte
in un lago di sangue trafitto da una coltellata al costato .
Fuggono via rimanendolo ferito in strada.
Travestito da babbo natale con l’ultime forze rimaste
chiede aiuto nessuno s’avvicina.
La fitta nebbia copre ogni cosa una vita muore altre nascono .
Giorni d’ avvento con la morte nel cuore con la gioia
d’un bambino nell’animo correndo verso casa .
Un angelo in lacrime sotto una luna pallida e bianca,
all’ombra d’un grande abete illuminato commosso s’eleva
un canto di natale nell’aria gelida annunzia la santa novella.

Re: MISERERE DI NATALE
Inviato da: simonetta (151.52.229.---)
Data: sabato, 30 dicembre 2006 - 17:25

Non è che, omettendo la dovuta punteggiatura e andando spesso a capo, da prosatore ci si trasformi in poeta.
Ci vuole altro, moolto altro.
Trovo comunque azzeccato il titolo, quel MISERERE mi fa scuotere la testa.
Buon Anno anche a te.

CONCHIGLIA DI CARTA
Inviato da: Dany (---.41-151.net24.it)
Data: martedì, 09 gennaio 2007 - 16:08

Il vento impetuoso che scuote le finestre bussa sui vetri bui.
Il verso vuole entrare.
Ho nel mio orecchio il pensiero di te.
Nella mia mente immagini che si affollano,
ho creato un album personale.
Nelle mie orecchie la tua voce mi suona lontana e dolce
come il rumore del mare in una conchiglia.
Sento il sapore di te
e l’odore dei tuoi capelli mi stordisce per l’immensa malinconia.
Non posso toccarti,
ma tu ci sei…
non posso vederti,
ma tu lo puoi…
non posso sentirti,
ma a volte,
nel silenzio,
le tue parole nella mia mente
e la mia poesia per il tuo cuore.
Ascolta la voce,
il rumore del mio oceano di amore che mando a te.
Premi sul tuo orecchio questa conchiglia,
lascia che essa mi porti a te.



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