RE: racconto: l'ultima ora
Inviato da: Giusaetta (---.pool8711.interbusiness.it)
Data: martedì, 23 maggio 2006 - 14:31
io dice che tua è verità grande. io leggeva tua storia e ancora non aveva finito di leggere e già pensava di dirti: io sono una che quando tu suona muove piede, e guarda te, e sorride. e quando io sorride mio sorriso dice: grazie. ma non dà soldi mai. a me sembrare tanto stupido mettere mano in borsa e tirere fuori 20 centesimi, e allora io vergogna, e sorride, e basta. mia madre dice che non deve guardare zingari, perchè loro fa strani pensieri se io guarda e sorride, che sono persona ingenua, ragazza stupida, dice, anche. forse ha ragione, visto che ti ho scritto in questo italiano approssimativo solo per drti che mi sento come te.
complimenti, pietro! è una bella scelta quella di far parlare un musicante, uno dei tanti invisibili dei metrò... scrivere un racconto di una storia che nasce e cresce nella metro, e che dalla metro sarebbe dovuta partire. e questo italiano sgrammaticato è uno dei pochi che potrei ritenere giustificato in un concorso letterario. ma lungi da me la polemica