che sarà sarà...
Inviato da:
i'puccio (un pò triste) (---.cust-adsl.tiscali.it)
Data: lunedì, 08 maggio 2006 - 18:46
Mi è scesa qualche lacrima (sono le 20.44 di un inutile lunedi) pochi minuti fa e non ho potuto che scriverle....
Quindi la storia è questa: io non ci sarò.
Tanto per cambiare, potresti ribattere.
E tutti i torti non li hai.
Visto che, negli ultimi dieci mesi, non ci sono mai stato, o meglio, solo per poche volte.
E quelle poche manco erano molto importanti.
Diciamo che nel momento del bisogno, io ero da un'altra parte.
Tutti uguali voi uomini, dite voi donne.
E tutti i torti non li avete.
Almeno lei, nei miei confronti.
Così, quando sabato partirai per Verona io non sarò li a salutarti. Ma questo non sarebbe un problema.
Non sarebbe un problema se domenica anche io partissi con la mia motoretta rossa per andare a Verona.
Perché domenica, a Verona, ti giochi il tuo futuro.
Ci saranno gli amici di sempre, quelli nuovi, i parenti più stretti. Tutti a fare il tifo per te, pronti a sostenerti in ogni attimo per non farti sentire sola.
Si faranno un po’ di km, ma io li chiamo in questi giorni e mi dicono che viaggio più bello non potrebbero farlo.
Tutti, cazzo, tutti tranne me.
E quindi ti scrivo, per sentirmi un po’ meno solo, meno triste, anche se le dita scivolano sui tasti che si bagnano di lacrime. Un po’ per gioia, perché sei arrivata ad un traguardo inimmaginabile, un po’ per rabbia, perché ora manca l’ultimo km, l’ultimo gradino e io non sarò li con te.
E penso alla nostra storia, come ci siamo conosciuti anni fa che ero solo un mocciosetto che forse, non raggiungeva manco un metro d’altezza. Ma ci siamo voluti subito bene e la distanza non è mai stata un problema. Perché venivo sempre a trovarti e quando eri a Milano o giù di li, disdicevo qualsiasi impegno pur di starti accanto.
Ma la tristezza mi prende di continuo pensando a domenica. Col pensiero volerò li con te, farò finta di accarezzarti, canterò quelle canzoni che ti piacciono tanto. Scenderanno altre lacrime, perché la vita è un sacrificio atroce quando cresci e perché i vecchi giocattoli non ci sono più. Invece tu sei rimasta con me, in ogni momento, nei giorni bui e in quelli di luce. Non ci siamo mai lasciati e sono cresciuto con l’amore che ogni giorno ti ho regalato e che tu, incredibilmente, hai dato a me, fiero ho parlato di te a chi non ti conosceva, con gli occhi lucidi parlavo al bar delle volte che venivo a trovarti.
E ora, anche se da sola non sarai, domenica non sentirai la mia voce. Chissà se te ne accorgerai, chissà se per un attimo anche tu penserai a me e alla tua città un po’ lontana ma che ti pensa sempre.
Buon viaggio, nobile donna dai colori del giglio.
Buon viaggio, Fiorentina, amore mio.